Daisypath Happy Birthday tickers

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Daisypath - Happy Birthday

venerdì 11 novembre 2016

Rendiamo i compiti... autentici!

Eccoci alla seconda puntata della nostra avventura con i compiti a casa! Cosa significa compito autentico? Significa trasformare i compiti in progetti, dotarli di senso e finalità, renderli utili, veri e accattivanti... Perché, per esempio, limitarsi a ripetere una paginetta del libro di geografia sui vulcani se si può realizzare un video da mettere a disposizione di altri bimbi in rete? Per realizzare il video, poi, servono delle immagini... ecco che con un po' di carta da lucido si può realizzare e colorare una rappresentazione delle fasi di un'eruzione; un'oretta di studio e lavoro ed ecco il risultato:



Grazie a questo progetto, nato un po' per caso, in un pomeriggio d'autunno, dalla voglia di creare, la lezione da studiare e la passione materna per una didattica che diverta, coinvolga, sfidi e valorizzi, Letizia ha personalizzato lo studio, ha messo a frutto la sua passione per il disegno e ha imparato che la Rete è un posto dove non si attinge soltanto ma si può dare il proprio contributo: "Mamma, la volta scorsa ho studiato grazie ai video di altre persone, adesso qualcuno potrà studiare grazie al mio!".


giovedì 10 novembre 2016

Che bello fare i compiti!

Compiti a casa sì, compiti a casa no? Mentre il web si infiamma e si divide, noi abbiamo trovato la nostra "terza via".
Anche qui i compiti a casa del fine settimana erano spesso fonte di stress: una sorellina da tenere occupata, una bimba intenta a fare i compiti che rivendicava la presenza costante della mamma e che, allo stesso tempo, voleva andare a giocare o a guardare i cartoni, concessi solo nel week-end; aggiungete una mamma insegnante che vuole abituare all'autonomia la figlia ed è già satura di scuola, di compiti da correggere e di lezioni da preparare: la miscela era spesso esplosiva. 
Oggi, invece, va così:







Cosa è cambiato? Ci siamo "capovolte"! 

Da un anno ormai sto approfondendo e mi sto sempre più appassionando alla didattica capovolta: una metodologia che prevede lo studio domestico delle nozioni teoriche, spesso attraverso video didattici, e l'applicazione delle stesse in aula, con compiti cooperativi ancorati alla realtà e alle competenze digitali. La sto introducendo progressivamente a scuola e, di fronte allo "scoglio-compiti", mi sono detta: "Perché non provare?". 
Quest'anno Letizia ha iniziato la terza elementare: ero così felice che potesse iniziare a studiare e ad appassionarsi alla storia, alla geografia, alle scienze! 
Lo studio a casa era invece sofferto, le nozioni così astratte da perdere il fascino che avevano ai miei occhi di adulta... come proteggere e coltivare la sua curiosità, farle amare imparare e conoscere? 
Sono partita da lei, dalla mia bimba dei colori e delle matite, la mia piccola artista, la mia appassionata di cartoni animati e storie: per ogni argomento di studio ho trovato un video online, lo abbiamo guardato e riguardato, tutte e tre, insieme: non era più necessario impegnare Diletta in un'attività alternativa né la piccolina, conquistata dal video, ha rappresentato più un elemento di disturbo; autonomamente Letizia ha voluto replicare i disegni del video e con l'aiuto dei disegni mi ha ripetuto tutta la lezione: "Mamma, è bellissimo studiare così! Se anche ci metto più tempo non importa perchè i cartoni li guardo per studiare, e sono anche più belli!". E adesso tocca ai compiti autentici! 

To be continued!




mercoledì 16 marzo 2016

Studiare, giocare e scoprire se stessi

Oggi abbiamo giocato in latino: una gara in piena regola armati di cellulari - i ragazzi- (smartphone in classe non ti temo... ma ti uso!) e di pc e proiettore, io, insegnante e arbitro del gioco; una gara che è stata occasione di ripasso, di recupero, di consolidamento di regole... e anche di divertimento! E' possibile farlo grazie a Kahoot, servizio gratuito online in cui gli insegnanti di tutto il mondo preparano e condividono quiz di qualunque materia, trasformando in gioco perfino un esercizio di grammatica.

Questo amo del mio lavoro (e questo mi ha assorbito tanto in questi mesi, tenendomi anche lontana da questa mia finestra sul mondo): non fermarmi mai, non smettere mai di imparare, di scoprire nuove strategie per "condire" il sapere con l'entusiasmo, per trasformare la scuola in quel "tempo libero e bello insieme" che dovrebbe essere... 
Ho indagato modi nuovi per veicolare la conoscenza, per accendere la passione e l'entusiasmo: classe capovolta, metodo induttivo nell'insegnamento del latino, piattaforme e classi virtuali, didattica ludica e cooperativa; strumenti affascinanti per rendere il tempo a scuola più motivante, i ritmi adeguati a tutti e a ciascuno, con un'insegnante sempre disponibile ad accogliere compiti e richieste via mail e spiegazioni sempre accessibili in video condivisi.

Non è sempre facile tentare nuove vie e ho scoperto che l'entusiasmo può spaventare... ma credo, spero, che lasci anche il segno nei cuori dei ragazzi: sorriso, passione e tenacia sono una lezione che vale più di qualunque conoscenza.

"Io però prof. non so se sono capace di fare questo gioco", mi dice un'alunna nei giorni scorsi, "ho bisogno di tempo per rispondere"... L'ho rassicurata: niente voti, è solo un gioco, e anche la rapidità è un'abilità da coltivare. Proprio quella ragazza, oggi, ha sbaragliato in più di una manche tutti i compagni ed è stata forse la cosa che mi ha resa più felice: averle dato occasione di scoprire in sé risorse che non credeva di possedere, di maturare una nuova fiducia in se stessa, di vincere la paura e scoprirsi giocosamente competitiva; a questo serve prima di tutto la scuola: a nutrirsi di sapere per conoscere, attraverso questo, se stessi, a maturare il coraggio di scoprirsi, di perdonarsi quando si sbaglia, di imparare dai propri errori, di conquistare la fiducia in se stessi e non darsi mai per scontati. 
Una scuola così è un gioco in cui vincono tutti.



domenica 13 marzo 2016

Cinque anni per Didi

A te, che sei ancora e sarai sempre il mio fiorellino di primavera; a te che con i tuoi abbracci magici sai sanare la mia stanchezza, a te che alla fine di ogni cena corri a raggomitolarti in braccio al tuo papà, a te che dal primo del mese stai contando i giorni che ti separano dal tuo compleanno, a te che, se ti addormenti con un'idea in testa, ti svegli al mattino ugualmente determinata a realizzarla, a te che "Mamma mi metti lo smalto?", a te che esci dai tuoi misteriosi, concentrati silenzi con ragnetti di cartoncino, corone, invenzioni... e qualche danno occultato su pareti o pavimenti. A te che sei cucciola e diva, che sai leggere i cuori, che hai un profondo senso della giustizia, che non mi fai uscire di casa al mattino se non ricoperta dai tuoi baci "sugli occhi, sulle guance, sulla fronte, sul naso, sulla bocca, mamma!", a te dalla risata scoppiettante e contagiosa, a te, con cui ogni passeggiata è un gioco, Amore grande, Diletta del mio cuore, buon compleanno!





venerdì 1 gennaio 2016

Tempo di Natale




























Abbiamo festeggiato, abbiamo decorato, abbiamo confezionato regali, abbiamo celebrato ogni giorno, abbiamo ritrovato il centro, abbiamo avuto e colto occasioni di solidarietà, abbiamo fatto i conti con le ombre del nostro egoismo, abbiamo goduto dello stare insieme e ci siamo stati anche stretti a vicenda, abbiamo litigato e abbiamo fatto pace, abbiamo ingaggiato i soliti braccio di ferro per andare a nanna e abbiamo infranto le regole più di una sera tutti insieme sul divano, abbiamo cucinato per noi e per gli altri, abbiamo lasciato biscotti davanti alle porte, abbiamo dimenticato gli orologi, abbiamo salvato alberi di Natale abbandonati vicino al cassonetto, abbiamo salutato l'anno vecchio e quello nuovo, abbiamo sentito, bruciante, l'assenza e ci siamo amati di più anche per questo: a noi e a voi non auguro un anno migliore, auguro di non rinunciare mai ad essere migliori, ogni giorno.



martedì 8 dicembre 2015

Sette

Ieri sera ti raccontavo della tua nascita e sorridevo, pensando a come, adesso come allora, è difficile farti assecondare tempi che non siano i tuoi; non c'è "fai in fretta, siamo in ritardo, è ora di uscire" che tenga, quando rincorri i tuoi pensieri e le tue fantasie... ma, ora come allora, guardo i tuoi occhi e mi sento a casa, felice e piena di meraviglia per te, mio miracolo e mia Vita, ora come allora mi fido di te, perché hai ragione: non c'è fretta che abbia ragion d'essere, quando si sta insieme. 
Grazie, Amore mio, per questi sette anni di dono, di strada percorsa insieme; quante cose abbiamo imparato l'una dall'altra, io da te, che mi ricordi sempre con ostinazione ciò che conta davvero quando perdo la strada tra la fatica dei giorni; sette anni di chiacchiere complici, di storie da raccontare, della nostra da costruire e celebrare sempre con maggiore consapevolezza, delle sfide vinte che ci fanno forti entrambe; sette anni di determinazione, di emozioni esasperate che è difficile a volte disciplinare, di scoppi di pianto e di risate senza freni, di una tenerezza che mi insegni giorno per giorno, con amore incondizionato, nonostante le mie cadute e le tante imperfezioni, nonostante le mie ruvidità, sempre in cerca di un "noi" che sia intenso e totale; sette anni di te, mia bimba della luna e dei sogni, grazie di esistere, ti Amo!





domenica 29 novembre 2015

Giorni d'autunno, di corse e di soste...






Non scrivo da tanto, in questo mio angolo: la vita corre veloce e fatico a fermarmi, a separarne i momenti, anche ad assaporarli fino in fondo, temo; arrivo a sera con la fretta di mettere a dormire le bambine per finire qualcosa di lasciato a metà; la sensazione a volte è esaltante per le migliaia di idee che nascono le une dalle altre, da questo intrecciarsi di stimoli e progetti, il più delle volte è frustrante per ciò che perdo dell'unicità di ogni momento, per guardare, troppo presto, al successivo.

Mi salvano i libri, le pagine rubate al sonno prima di dormire, che mi ridonano equilibrio, ridipingono di fronte ai miei occhi frettolosi i paesaggi di questo meraviglioso autunno; mi donano spunti, speranza, coraggio.

"Ogni mattino è un nuovo inizio, ogni mattino è un mondo rinato." (Lucy Maud Montgomery, Anna dai capelli rossi)

Ogni giorno torno così ad ammirare albe pigre grigio-perla, in cui anche il sole stenta a far capolino dalla coperta di nuvole o i cieli sfacciatamente azzurri "non l'azzurro mutevole della primavera, non l'azzurro pallido dell'estate, ma un azzurro chiaro, deciso, placido, come se" il cielo "avesse superato tutti gli umori e le tensioni dell'emozione e si fosse stabilizzato su una tranquillità non turbata da sogni capricciosi." (Lucy Maud Montgomery, Anna dell'isola).

Sto adorando questa serie di romanzi più di quando avevo letto il primo, più di vent'anni fa, ignorando che ve ne fossero altri. Li scopro e li gusto ora, con le mie bimbe, prima di dormire e ritrovo tanto di me in loro, tanto di me nell'entusiasmo di Anna, nella sua gioia di vivere, tanto del meglio che auguro alle mie figlie: immaginazione e alti ideali, la capacità di apprezzare la bellezza, sempre e ovunque. E tra le righe leggo spesso messaggi per me sola, messaggi che leniscono il cuore:

"Ci sconvolge il pensiero di provare qualche gioia, di riprendere interesse all'esistenza quando una persona cara non c'è più; ma è sbagliato, Anna." 

"Il mio futuro sembrava stendersi davanti a me come una strada dritta. Pensavo di poterla vedere chiaramente per miglia di distanza. Ma ora c'è una curva. Non so cosa ci sia dietro quella curva, ma sono certa che ci sia il meglio. La curva ha il suo fascino, Marilla, perché mi viene da domandarmi come proceda poi la strada, cosa ci sia di verde, o di morbide luci screziate, o di ombre, paesaggi... quali nuove bellezze... quali curve, colline e valli troverò più avanti (...) Caro vecchio mondo sussurrò. Sei meraviglioso ed io sono felice di vivere in te. Darò del mio meglio alla mia vita qui e so che riceverò il meglio in cambio." (Lucy Maud Montgomery, Anna dai capelli rossi)




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